Salute mentale e salute sessuale

Salute mentale e salute sessuale

Per salute sessuale si intende una condizione di benessere fisico, mentale e sociale in relazione alla sessualità. Non dobbiamo dunque stupirci se problematiche relative alla sfera sessuale possano essere molto stressanti e avere un impatto così importante sul nostro equilibrio psichico.

Come dimostrano gli Studi di genere avere un’identità sessuale minoritaria aumenta il rischio di sviluppare una malattia mentale. In particolare le persone LGBT (acronimo inglese per persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender) sono più vulnerabili alla depressione, ai disturbi d’ansia, al disturbo post-traumatico da stress e a sviluppare una dipendenza da sostanze, soprattutto alcol. Rispetto alle persone eterosessuali, inoltre, gli adolescenti LGBT hanno un rischio triplicato di tentare il suicidio e di ricorrere all’autolesionismo.


Ma che cos’è l’identità sessuale?

Essa è la componente sessuale della nostra identità, sviluppatasi nel tempo, che deriva da fattori biologici, psichici, educativi e socioculturali. L’identità sessuale non solo descrive verso chi proviamo attrazione, ma contribuisce allo sviluppo della personalità e delle modalità di relazione con gli altri.

L’identità sessuale include quattro fattori:

  1. SESSO BIOLOGICO: caratteristiche biologiche presenti dalla nascita che permettono di differenziare i maschi dalle femmine, per esempio i cromosomi sessuali, le gonadi, i genitali e gli ormoni sessuali.
  2. IDENTITA’ DI GENERE: senso intimo e profondo di appartenere ad un genere e non a un altro, maschile, femminile o uno alternativo.               L’incongruenza di genere(ICD-11, Organizzazione Mondiale della Sanità) è invece una persistente e significativa incongruenza tra il sesso biologico e l’identità di genere percepita; la persona transgender può quindi intraprendere un “percorso di affermazione di genere” che prevederà, tra le altre cose, la consulenza psicologica, la terapia ormonale e/o chirurgica e il cambio del nome sui documenti.
  3. RUOLO DI GENERE: insieme di comportamenti e attitudini che sono riconosciuti socialmente e culturalmente come propri dei maschi o delle femmine.
  4. ORIENTAMENTO SESSUALE: attrazione fisica, emozionale, romantica e/o sessuale di una persona per un’altra. Esistono prevalentemente tre orientamenti sessuali nella nostra cultura che sono eterosessuale, omosessuale e bisessuale. L’orientamento sessuale non dipende dal sesso biologico, dall’identità di genere e dal ruolo di genere.

L’identità sessuale può essere fonte di stress?

Appartenere a una minoranza sessuale può significare dover affrontare delle sfide quotidiane maggiori rispetto alla popolazione eterosessuale e di genere conforme. Ilan Meyer ha sviluppato a questo proposito il modello del Minority Stress (1995; 2003) per spiegare che tutte le minoranze, incluse quelle sessuali, sperimentano uno stress cronico provocato dallo stigma sociale.

I fattori stressanti più comuni sono:

  • Rifiuto dei genitori;
  • Bullismo e cyberbullismo;
  • Pregiudizi e vittimizzazione;
  • Assenza di diritti a tutela delle persone LGBT.

Tra i fattori protettivi possiamo invece contare su:

  • Programmi scolastici di educazione sessuale;
  • Possibilità di fare coming out (lett. “uscire fuori”, significa dichiarare il proprio orientamento sessuale e/o la propria identità di genere);
  • Accettazione della famiglia;
  • Possibilità di conoscere altre persone LGBT.

All’inizio potrà sembrare imbarazzante parlarne, ma se la nostra salute sessuale ci preoccupa allora anche la nostra salute mentale ne risentirà. Un professionista può essere d’aiuto nel trovare delle strategie per migliorare l’autostima, gestire le emozioni negative derivate dal rifiuto e combattere processi mentali disfunzionali, come la ruminazione. Per i genitori potrebbe essere consigliato un intervento familiare rivolto all’accettazione dell’identità sessuale del/la proprio/a figlio/a e all’apprendimento di una comunicazione più assertiva.

A cura di Simone Spini