Depressione mascherata

Depressione - Psicologa Sabrina Onofrio - Dipendesse

Nell’immaginario comune quando pensiamo a una persona depressa la visualizziamo spenta, triste, apatica, senza la forza di alzarsi dal letto neanche per lavarsi. Chi potrebbe immaginare che anche dietro a una persona che lavora regolarmente, si occupa della famiglia e addirittura in situazioni di socialità, sorride, può nascondersi una persona che soffre di depressione?

Eppure ci sono numerose forme di depressione “atipiche”, la depressione mascherata compare tra queste, l’ICD 10 la cita come “depressione con sintomi somatici”, il DSM V la annovera tra i “disturbi somatoformi”.

È un disturbo subdolo, dove sai di stare male, ma non riesci bene a identificare cosa ti stia capitando. Riesci a portare aventi tutti i tuoi compiti, con estrema fatica, sofferenza, ma vai avanti giorno dopo giorno, in uno stato in cui il malessere si riversa (sotto varie forme) sul corpo. 

Kielholz nel 1973 definiva la depressione mascherata come “un processo depressivo che si manifesta prima di tutto sul piano somatico. Le depressioni mascherate sono quindi depressioni endogene dove la distimia depressiva è coperta da un sintomo somatico”. 


Come individuarla quindi? 

I sintomi psicosomatici possono essere: dolori muscolari, alle articolazioni, gambe pesanti, bruciore e gonfiore allo stomaco, dermatiti e disturbi della pelle, mal di testa, difficoltà a dormire, spossatezza, senso di oppressione al torace. Ovviamente questi sintomi tendono ad amplificarsi e ad essere percepiti maggiormente nei momenti di forte stress o difficoltà emotiva e hanno un andamento ciclico.
A questi si associano anche dei sintomi psicologici, quali: ansia, scarsa autostima, rimuginio, paura di morire, tendenza a rimandare gli eventi.

Da notare come chi soffre di depressione mascherata non è consapevole del proprio malessere psicologico e ricerca la risposta al proprio malessere sul piano medico e fisico e arriva alla diagnosi corretta dopo molto tempo e dopo aver interpellato i più disparati professionisti, quindi è possibile che si senta piuttosto sfiduciato rispetto all’intraprendere un percorso di cura. 


Ma quali sono gli step per ripristinare una buona qualità di vita?

Accrescere autostima e consapevolezza di sé, lavorare sui propri bisogni per poter arrivare a accettazione e auto-realizzazione, allineare i propri comportamenti ai bisogni reali. Sicuramente un lavoro sinergico con un professionista della salute mentale potrà aiutare in breve tempo a ripristinare una qualità di vita migliore.