Musica e droga

Musica e droga - Psicologa Sabrina Onofrio - Dipendesse

Il panorama musicale attuale, non solo italiano, ma mondiale, sembra negli ultimi anni essere intriso di messaggi che pubblicizzano l’uso di sostanze e lo stile di vita sregolato e trasgressivo come fattore di rivalsa sociale, affermazione di sé e come un valido anestetico ai problemi che ci troviamo ad affrontare nella quotidianità come l’intollerabilità della noia e della tristezza.

Basti pensare a quel che è successo recentemente a Compton (LA), due MC si preparano a sfidarsi per una battle di freestyle, uno dei due è girato di spalle ed ecco che sotto lo sguardo di tutti i presenti, prima di iniziare si inietta dell’eroina in vena, mentre tutta la scena è ovviamente ripresa da uno smartphone.

Se vogliamo invece dare uno sguardo più vicino a casa nostra basta scorrere le stories degli FSK Satellite, che in un video su Instagram si sono ripresi mentre facevano uso di cocaina ed eroina e che sono stati aspramente criticati da colleghi rapper come Salmo, che li ha invitati a farsi conoscere per il valore della loro musica e non per i messaggi sbagliati che possono dare ai fan, sempre più giovani, che li seguono sui social.

Noyz, Ketama126, Gemitaiz, sono solo alcuni dei nomi degli artisti che nella loro musica e nella loro comunicazione sui social veicolano questo genere di messaggi e che riscuotono un’enorme visibilità.


Ma perché questi personaggi vantano un così grande potere attrattivo nella fascia degli adolescenti e dei pre adolescenti?

Dobbiamo ringraziare Internet per questo: se la corsa è alla visibilità, per farsi vedere bisogna eccedere per poter emergere tra i miliardi di contenuti che ci vengono proposti quotidianamente e i ragazzi ricercano negli influencer dei modelli da seguire perché ormai Internet e i Social contribuiscono alla costruzione dell’esperienza e della nostra identità.


Come possiamo proteggerli da quest’orda di messaggi non sempre corretti dunque?

La droga esiste e bisogna parlarne per rendere i nostri ragazzi consapevoli ed educarli a compiere le scelte migliori per il proprio benessere psicofisico e per la propria salute.

Per poter proteggere i nostri figli è necessario formarli alle emozioni, a un corretto riconoscimento di queste e, come genitori, supportarli nell’attivare degli adeguati strumenti di regolazione ed espressione delle stesse, in modo che non cerchino dei palliativi che possano aiutarli in questo difficile compito evolutivo nelle sostanze o nei comportamenti additivi.