Dipendenza dal rischio: chi sono i sensation seekers

Dipendenza dal rischio chi sono i sensation seekers

Sensations seekers è il modo in cui in psicologia si descrivono le persone che hanno la tendenza a ricercare sensazioni forti, che sono affascinati e ricercano attività rischiose, letteralmente infatti il termine significa: “cercatori di sensazioni”.

Ma questa differenza di sensazioni ed emozioni provate rispetto alle attività più rischiose sembra in realtà emergere anche in contesti quotidiani: persone definite “sensations seekers” tendono infatti a sperimentare noia, inquietudine o avversione in situazioni maggiormente monotone, più facilmente delle altre persone. Hanno dunque la tendenza a ricercare con maggiore frequenza sensazioni nuove e varie, che a volte possono comportare anche una certa quota di rischio fisico o sociale. Anche l’aspetto della novità eccita ed incuriosisce molto di più rispetto alla media.

La tendenza dunque a praticare sport rischiosi e a ricercare frequentemente avventure sembra legarsi proprio al bisogno di ricercare emozioni e sensazioni forti, che nelle attività quotidiane riescono a sperimentare in misura molto minore. 

Dipendenza dal rischio chi sono i sensation seekers

La stimolazione data da alcune attività è dovuta alla produzione di adrenalina nel nostro corpo che genera sensazioni di “carica” e forza, facendo percepire quindi alla persona un senso di benessere. L’esperienza inoltre di saper affrontare e gestire situazioni particolarmente rischiose e paurose fa sentire la persona forte, efficace nel controllare qualcosa che solitamente è fuori controllo. Questo può accrescere il senso di efficacia e di sicurezza nelle proprie capacità. Sembrano quindi esserci due aspetti che concorrono nel determinare questi atteggiamenti, sia l’aspetto biologico generato dall’adrenalina, sia l’aspetto psicologico legato alla ricerca di nuove emozioni e stimolazioni e il senso di autoefficacia sperimentato.


Se fin qui questo profilo può far apparire la persona interessante, l’altra faccia della medaglia mostra però un dato interessante, l’altissima correlazione presente tra chi usa sostanze e presenta questi tratti dato che la dipendenza è causata dalla ricerca volontaria e non dal rischio in quanto tale. 


I rischi diventano estremi quando sono continui, caratterizzano lo stile di vita, minacciano gli averi, l’incolumità e l’esistenza stessa della persona. Non sempre è facile distinguere tra rischio come ricerca di esperienze e la pura reiterazione di un comportamento più o meno sempre simile dovuto ad una dipendenza. Quando il carattere ludico e piacevole della esperienza rischiosa si trasforma in una modalità ripetitiva che assorbe l’individuo, consentendogli di allontanarsi dalla realtà quotidiana e da vissuti intrapsichici poco tollerabili, la persona diventa dipendente sia dal rischio stesso, che dall’uso di sostanze quando posta in un ambiente che ne facilita il contatto. Allora il soggetto utilizza il rischio e il consumo di stupefacenti come soluzione di tutti i suoi problemi, privilegia l’azione alla mentalizzazione, la produzione di sensazioni corporee alle emozioni e ripete le azioni rischiose senza poter rimettere in discussione il suo comportamento in quanto non ha gli strumenti che gli permettono di leggere con consapevolezza la propria situazione. 

La ricerca del rischio è comunemente associata al piacere per l’eccitazione dovuta all’azione pericolosa, ma un’analisi più attenta della condotta rischiosa mette in luce un articolato ventaglio di emozioni.

Balint (1959) descrive le situazioni-brivido come momenti caratterizzati da una mescolanza di paura, piacere e speranza fiduciosa in cui la persona lascia e ritrova la sicurezza.

Nelle situazioni-brivido si riconoscono i seguenti elementi: coscienza del pericolo reale esterno, esposizione volontaria al pericolo e al timore che viene causato da questa scelta; speranza di tollerare la paura e superare il pericolo; soddisfazione per il ritorno ad una situazione di sicurezza e al sentirsi sani e salvi.