Se facciamo riferimento al concetto di salute, non possiamo che rifarci alla definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (1948) che indica la SALUTE come “Stato di completo BENESSERE fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”.

Questa definizione ci aiuta a introdurre un concetto molto importante insito nella salute, ovvero la complessità, descrivendone la sua multidimensionalità e contenendo, nel termine Benessere, le sue diverse accezioni:

  • oggettivo
  • soggettivo
  • psicologico

Essere in Salute significa vivere nel pieno BENESSERE fisico, emotivo e psicologico: ovunque volgi il tuo sguardo stai bene, la tua mente te ne da conferma ed anche il tuo corpo; sei in grado di sfruttare le tue capacità cognitive ed emozionali, esercitare la tua funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarti alle condizioni esterne e ai conflitti interni.

MENS SANA IN CORPORE SANO (Decimo Giunio Giovenale, Satire, II sec.)

Per poterci dire in salute è quindi importante che le due parti di Noi (il corpo e la mente) stiano bene entrambe e siano anche in un rapporto di integrazione, che razionalmente diamo per scontato, ma che ahimè, quotidianamente dimentichiamo e spesso dimentichiamo per un lungo, interminabile tempo arrivando a una dimensione invece di scissione corpo-mente e perdendoci ogni opportunità di godere della nostra salute e del nostro benessere a 360°.

E ora partiamo dal quotidiano, da ciò che ogni giorno accade ad ognuno di noi, a quelle piccole esperienze che svelano questa meravigliosa multidimensionalità che apparentemente crediamo celata e deliberatamente o inconsapevolmente spesso scegliamo di ignorare e boicottare in toto, soprattutto quando una dimensione cerca di dar voce a quella messa maggiormente a tacere.

Quante volte il corpo dà forma e consistenza alle nostre emozioni, ai nostri sentimenti, alle nostre difficoltà?

Che la mente e il corpo non siano due cose distinte è il fulcro: il nostro organismo è un fenomeno psicosomatico, non si sfugge da questo. Così è. Mente e corpo definiscono un organismo unico e sinergico, sono ingranaggi differenti, ma appartenenti ad una stessa macchina: si influenzano a vicenda, procedono in parallelo.

Corpo e mente sono due aspetti della medesima entità: qualunque cosa si faccia con il corpo influisce sulla mente e ogni cosa fatta con la mente influisce sul corpo.

Ormai questo è un dato certo e se desideriamo vivere nel pieno e reale benessere (psicofisico appunto) dovremo prenderci cura di entrambi questi ingranaggi, ascoltarli, assecondarli, guidarli.

Sì, perché se non diamo retta alla mente, a un certo punto sarà il corpo a parlare (a volte ad urlare) e viceversa.

Che la mente ed il corpo siano in grado di influenzarsi reciprocamente non è certo una recente acquisizione: «il più grande errore dei nostri tempi è separare la psiche dal soma» affermava Ippocrate di Cos (IV secolo a.c.) “precursore” della moderna concezione di Salute, mettendo in evidenza la necessità di uno sguardo multidimensionale su un organismo unitario, sottolineando l’importanza di una visione integrata delle diverse funzioni dell’organismo umano.

Si tratta di un fenomeno puramente fisiologico ed ancestrale.

Pensiamo alle emozioni (gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura/ansia, sorpresa): il corpo è una rete di informazioni emozionali.

Ogni stato d’animo viene fedelmente riflesso da uno stato fisiologico messo in moto dal sistema immunitario. Ogni parte del corpo ‘sente’ e prova emozioni, elaborando informazioni psicofisiche che trasmette OVUNQUE attraverso una fittissima rete di comunicazione neuronale.

Ogni molecola del corpo è carica di emozioni.

Secondo la neurofisiologa Candace Pert che sostiene l’assoluta unione tra corpo e mente, i neuropeptidi, ad esempio, attivi in ogni cellula del sistema nervoso, del sistema immunitario, nel sangue e nell’intestino, sono mediatori sia delle informazioni metaboliche e ormonali sia delle emozioni psicofisiche, mentre le endorfine sarebbero i principali mediatori di esperienze profonde come bellezza, conoscenza e spiritualità, regolando inoltre l’umore, il senso di piacere, la felicità.

Non vi ricorda nulla? Provate a pensare ad una situazione/esperienza spiacevole/stressante/ ansiogena. Come è stato il vostro intestino? E la vostra salute fisica?

Perché se soffro di insonnia il medico di base spesso mi prescrive un emocromo completo e l’esame delle urine? Perché se ho paura “me la faccio sotto”? Perché se soffro di ansia non riesco a respirare? Perché se entro in burnout improvvisamente mi ritrovo sempre ammalat*, con febbriciattola costante, tosse cronica, nausea, ecc?

Perché le emozioni positive mantengono in salute e danno benessere, mentre quelle negative, innescando il processo di emissione di norepinefrina, un neurotrasmettitore soppressore delle funzioni immunitarie,  che favorisce l’insorgenza di malessere e malattia, malumore e disagio (Bottaccioli, 2005).

E perché oltre al cervello appartenente al Sistema Nervoso Centrale, l’essere umano possiede altri  due “cervelli” fondamentali quanto il primo: la pancia ed il sistema immunitario (appartenente al Sistema Nervoso e Cardiocircolatorio). Tutti e tre possono modulare lo stato emozionale delle persone agendo sull’intero organismo o direttamente sul sistema limbico-ipotalamico, generatore di sentimenti, emozioni, piacere-dispiacere. Dove metto a tacere uno, arriva l’altro, o l’altro ancora. Siamo fatti così, che ci piaccia o no.

Per l’una o l’altra via loro prendono voce. Inutile cercare di metterli a tacere…a meno che si stia volontariamente minando alla propria salute psicofisica in un aperto e palese tentativo di auto sabotaggio…molte forme di malessere (addiction, acting out, comorbidità psicosomatica ecc) sono accomunate da un dolore che “non ha parola” ma che trova nel corpo il principale veicolo di espressione.

Che fare quando questo accade?

Smettere di giocare a mosca cieca, deporre le bende, mettersi in ascolto ed attivare strategie volte al recupero del reale benessere, inteso questa volta  a 360°.

E se non ho idea di cosa fare?

Chiedi aiuto: attorno a te ci sono centri specializzati nel sostenerti in questa ricerca, nell’affiancarti passo dopo passo in questa nuova attivazione consapevole fatta di rinunce, ma soprattutto di nuove e meravigliose scoperte. Soprattutto di sé.

A cura della Dott.ssa Bruna Galli

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